Il Facebook Personal Branding può essere definito come il processo attraverso cui un’azienda o una persona, servendosi di strategie di comunicazione mirate, tenta di contraddistinguersi in modo univoco su Facebook creando un vero e proprio “brand” di se stesso, per attrarre nuovi clienti o datori di lavoro.

In un mondo iper-connesso, infatti, un’ottima strategia per posizionarsi al meglio in un mercato del lavoro così concorrenziale consiste nel promuovere se stessi costruendo una solida reputazione online, in modo da avere un bacino di potenziali interlocutori molto più ampio rispetto a quanto offerto dai canali tradizionali.

Fare Personal Branding su Facebook, infatti, può essere una strategia molto utile per chi vuole cambiare lavoro, riqualificarsi professionalmente, fare carriera o mettersi in proprio.

La maggior parte di noi utilizza Facebook per svago perché ha sempre rappresentato per tutti una sorta di piazza virtuale nella quale condividere contenuti con amici e conoscenti.

Negli ultimi anni, tuttavia, è in forte aumento il numero di persone o aziende che utilizzano il social di Mark Zuckerberg per fini anche promozionali.

E chi agisce in tal senso senza una preparazione di base approfondita può commettere degli errori anche grossolani, pertanto ritengo utile esaminarne insieme alcuni nel tentativo di riconoscerli ed evitarli.

In quest’articolo scoprirai errori sia di strategia che di natura operativa, e potrai verificare tu stesso se ne stai già commettendo qualcuno.

 

Ah dimenticavo, al termine dell’articolo, troverai un quiz finale! 😉

 

#1 Aggiornare di rado la bacheca Facebook

"unlike" di facebook

Cosa penseranno i tuoi potenziali clienti quando vedranno la tua bacheca abbandonata al suo destino?

Forse penseranno che non ti interessa molto stare sui social network? O che non sei interessato a dedicare tempo ed energia alle relazioni sociali? Magari penseranno che sei una persona pigra o svogliata.

Qualunque siano le considerazioni che faranno, probabilmente hai già capito che non riceverai certo lodi e complimenti per questa sorta di “passività”.

Chi si iscrive ai social si espone al giudizio altrui. I dettagli fanno la differenza Condividi il Tweet

Per questa ragione, ti consiglio di tenere sempre aggiornata la tua bacheca Facebook.

Capisco. Ma cosa dovrei pubblicare?

La risposta è semplice. Tutto ciò che hai voglia di condividere e che interessa te o i tuoi amici Facebook.

Valuta però con attenzione cosa condividere e con chi: se lo ritieni opportuno, limita la visualizzazione delle tue foto o dei tuoi video settando le impostazioni della privacy.

E ogni quanto dovrei pubblicare qualcosa“?

Non esiste una regola, secondo il mio modesto parere potresti pubblicare, in linea di massima, almeno tre contenuti a settimana e non più di due contenuti al giorno.

 

#2 Rimanere ancorato alla preistoria

Magari stai facendo Personal Branding su Facebook e curi con dedizione e frequenza il tuo profilo, ma ciò può bastare?

Se condividi concetti, ipotesi o riflessioni datate, la risposta a mio avviso è no.

Le persone si stufano in fretta e se racconti loro cose già sentite alimenti la noia e le tue buone intenzioni possono sortire effetti controproducenti se non opposti a quelli sperati.

Per questo motivo, dimostra di essere sempre aggiornato e di seguire le evoluzioni del tuo settore lavorativo, soprattutto della concorrenza.

Varia i contenuti e la loro tipologia, offri sempre nuovi spunti di riflessione e punti di vista alternativi a quelli maggiormenti condivisi dal tuo settore di provenienza.

 

#3 Creare un secondo profilo

mascherarsi

La stragrande maggioranza degli utenti Facebook pubblica video, post o foto senza riflettere troppo sulle reazioni che possono suscitare.

Una fetta ristretta degli utenti, invece, pone sì attenzione a questi aspetti ma adotta delle soluzioni che definirei discutibili.

Tra queste, infatti, vi è l’apertura di un secondo profilo Facebook.

Con il profilo “vecchio” continuano a pubblicare contenuti di qualsiasi genere (anche video demenziali, post che inneggiano odio verso immigrati o l’ex-direttore di turno, ecc.) e in quello nuovo si comportanto da “professionisti del settore”, pubblicando contenuti legati all’ambito lavorativo di appartenenza.

La domanda che vorrei porre a ognuno di loro, uno per uno, è: “Ma da cosa ti nascondi?

Perché cerchi di scindere vita privata e professionale?

Racconta invece chi sei realmente, fai in modo che le persone si affezionino a te per quel che hai da offrire dal punto di vista umano oltre che professionale.

Se proprio ci tieni a condividere contenuti più frivoli per assicurarti che non arrivi a qualche destinatario indesiderato, è sufficiente restringere il raggio di diffusione del contenuto (post, video, foto ecc.) che intendi pubblicare.

#4 Chiudersi in se stessi

Quando siamo sui social, ciascun utente è libero di commentare i contenuti che visualizza, chiedere chiarimenti o esprimere il proprio parere.

Potrai intuire con una certa facilità che è piuttosto facile entrare in contatto con gli altri.

Se mostri scarso interesse verso ciò che gli altri ti dicono, limitandoti a schiacciare un semplice “Mi piace” o fornendo risposte parziali o superficiali, commetti un grosso autogol.

Inizia invece a vedere questi momenti come vere e proprie opportunità.

Non ignorare chi decide di investire parte del suo tempo per entrare in contatto con te.

Fare del sano Facebook Personal Branding consiste anche nel rispondere ogni qualvolta veniamo chiamati in causa.

 

#5 Fare il “leone da tastiera”

vita al computer versus vita reale

Quando si è dietro una tastiera spesso si cade nella tentazione di comportarsi da gradassi: si inizia con l’insulto facile e si finisce col “blastare” la gente come fa Enrico Mentana.😜

Ecco, questi sono i classici comportamenti che rappresentano il cosiddetto “leone da tastiera“, ovvero chi dietro ad un computer insulta e minaccia gli altri, mentre nella vita reale non è in grado di emulare  tale atteggiamento perché ha paura delle conseguenze.

Se sei solito crogiolarti in questo modo di fare da duro, sappi che ciò non giova a tuo favore perché ciò che scrivi è sotto la lente di numerose persone, che ti giudicheranno per le azioni che compi.

Se un tuo commento offensivo finisse sotto gli occhi di potenziali recruiter o datori di lavoro, non credo ci farai una bella figura.

Quindi occhio a come usi i social network

 

#6 Spiegare male quali problemi risolvi

Sei sicuro che gli altri hanno ben chiaro quali problemi risolvi e quali persone puoi aiutare?

Se la risposta è negativa o sei titubante nell’affermare il contrario, allora lavoraci su e assicurati che tutti abbiano chiaro chi può aver bisogno di te e quali problemi risolvi, in che modo e garantendo quali vantaggi.

 

#7 Apparire come il re della fuffa

meme fuffa

Se sei una persona tutte chiacchiere e distintivo, le persone difficilmente ti crederanno o ti doneranno la loro fiducia.

Dai prova di cosa sei in grado di fare, dimostra le tue abilità e competenze con contenuti ad hoc (esempio: lavori nel mondo delle risorse umane e ti occupi di formazione? Potresti invitare un partecipante a rilasciare una video-intervista in cui esprime la sua opinione sulla giornata formativa).

Fai sapere agli altri quante persone hai aiutato, quali premi o riconoscimenti hai ricevuto, perché utilizzi il tuo metodo e illustrane vantaggi e svantaggi, in modo da risultare onesto e obiettivo.

Racconta esperienze e fatti concreti, risultati raggiunti ma anche gli obiettivi non conseguiti.

Perché raccontare anche eventuali insuccessi? Te lo spiego subito.

Se ti dicessi che sul lavoro sono perfetto e che gira sempre tutto alla perfezione, mi crederesti?

Ecco, penso tu abbia già capito dove voglio andare a parare…

Allora, smettila di fare il supereroe e guadagna credibilità ammettendo eventuali passi falsi.

 

#8 Promozione, promozione e solo promozione. Che palle!

Gli utenti di Facebook utilizzano tale social network per svago, se cerchi di vendere loro qualcosa potresti infastidirli.

Il percorso che porta l’utente Facebook a fidarsi di te e ad acquistare un tuo prodotto o servizio (chiamato anche customer journey) segue logiche e tempi ben differenti rispetto ai classici processi di vendita.

Ovviamente, è anche vero che nel business uno degli obiettivi principali consiste nel generare profitti.

Per riuscirci però, non occorre basarsi su una promozione forzata dei tuoi servizi o prodotti.

Se stressi i clienti ad acquistare fino allo sfinimento, sei uno stalker, non un venditore Condividi il Tweet

Il segreto delle vendite su Facebook sta nel coinvolgere attivamente gli altri, coltivare le relazioni e dimostrare con i fatti di essere una persona di cui fidarsi.

 

#9 Pretendere tutto e subito

tempo che scorre

Se credi che i risultati arrivino senza sudare, allora hai sbagliato porta. Il torneo di briscola è al piano di sopra.

Fare Personal Branding su Facebook ha dei vantaggi perché ti consente di avere una certa visibilità (e che visibilità) ma solo con impegno e dedizione potrai goderne!

Per costruire il tuo Personal Branding su Facebook devi gettare delle basi solide.

Se credi che basti pubblicare delle note, fare qualche diretta o chiedere l’amicizia a colleghi del settore, ti sbagli di grosso.

 

Tutto chiaro?

Siamo arrivati alla fine. Per premiare te che sei arrivato in fondo a quest’articolo, ho realizzato un quiz utile e divertente per ripassare gli aspetti qui discussi.

Mettiti alla prova e indovina quante più risposte possibili.

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